Costruito dal 1821 al 1829, su progetto di Nicola Bettòli e fortemente voluto da Maria Luigia D’Austria, il Teatro Regio di Parma, che al tempo era ancora semplicemente Teatro Ducale, rappresenta l’esemplare perfetto della tipologia di teatro all’italiana. Nato dall’esigenza di individuare un luogo adatto alla rappresentazione di opere nuove, i cosiddetti melodrammi romantici, il Regio poteva contare su di una tradizione teatrale fortemente radicata sul territorio, che nei decenni precedenti si era manifestata nel Teatro Ducale che sorgeva nel palazzo che attualmente ospita le poste ed il circolo di lettura. Indubbiamente il Regio fu l’opera pubblica più significativa di tutto il periodo luigino, proprio per questo, forse, quel 16 Maggio 1829, quando il sipario si apre per la prima volta sulla Zaira di Vincenzo Bellini, il carico di aspettative è tale da compromettere totalmente il successo dell’inaugurazione del neonato teatro. È un fiasco, ma il tempo concederà, generoso, giuste rivincite ed inevitabili ricadute, sino a giungere ad uno stravolgimento radicale della situazione. Nel decennio 1850-1860 arriva il “ciclone” Verdi, lo spartiacque. Nel nome del grande Maestro, per quel che resta del secolo, la lirica si innalza , e il teatro parmigiano già riconosce quel solido legame che per sempre lo unirà a Giuseppe Verdi. Col ventesimo secolo altri grandi nomi si alternano, da Campanini a Toscanini, sino a Puccini. Nemmeno la seconda guerra mondiale riesce ad interrompere l’ inesausta vitalità del teatro, che negli ultimi anni ha dato vita a stagioni liriche di encomiabile successo, ospitando cantanti del calibro di Alfredo Kraus, José Carreras, Katia Ricciarelli, Renato Bruson, Raina Kabaivanska, Cesare Siepi, Boris Christoff, Barbara Hendricks.
La facciata “giallo Parma” di impronta neoclassica ancora oggi domina il centro cittadino, l’imponente architrave è sormontata da cinque grandi finestre e divide il piano delle dieci colonne ioniche dal piano del timpano. La sala del ridotto, cui si giunge dal foyer attraverso due rampe di scale, è ampia ed elegante, luminosa e magnificamente affrescata. La sala è composta da platea, quattro ordini di palchi ed un loggione. Le decorazioni sono numerose: stucchi, dorature, putti, fregi e mensole contribuiscono a rendere ulteriormente vivo l’incanto della lirica. Il celebre sipario (14x10,5 metri) fu dipinto a tempera da Giovanni Battista Borghesi al quale furono commissionati anche gli affreschi del soffitto della cavea, dal quale pende imponente un lampadario, detto "astrolampo", alto 4,5 m.
Attualmente il Teatro Regio è una delle realtà culturali più vive d’Europa, concorre a fare di Parma una delle capitali della musica e ospita svariate manifestazioni d’eccellenza, tra le quali spicca, dal 2007, il Festival Verdi, che per un mese catalizza le energie della città. Inoltre stagioni concertistiche e liriche, balletti ed iniziative per l’infanzia.
Orari d'apertura: lunedì - sabato, 10.30 - 12.00
Ingresso: intero € 2.00, ridotto € 1.00
foto: Luca Fregoso