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La cupola della Camera di San Paolo

Un piccolo capolavoro nascosto nel cuore di Parma ha di recente ottenuto la giusta visibilità grazie alla mostra dedicata ad Antonio Allegri, il Correggio.

Nel 1519 la badessa Giovanna da Piacenza, vivace intellettuale, incaricò il giovane Correggio di affrescare la “camera” del monastero di san Paolo.

L’arcaica cupola tardogotica ad ombrello, suddivisa in sedici spicchi, fu la sola parte della camera ad essere decorata, per le pareti erano infatti previsti rivestimenti di arazzi, secondo una pratica molto diffusa nel Rinascimento.

Chiusa per oltre un secolo, a seguito dell’applicazione della clausura dal 1524, la camera di san Paolo e i suoi affreschi, ancora pienamente intatti, vennero riscoperti nel diciottesimo secolo grazie alla curiosità del grande erudito parmigiano Ireneo Affò e al pittore tedesco Anton Raphael Mengs, che nel 1774 la visitò con entusiasmo in compagnia del pittore parmense Gaetano Callani.

Gli spicchi delle aperture ovali mostrano putti intenti al gioco, mentre all’interno della chiave di volta campeggia lo stemma della badessa. Sopra il camino il Correggio affresca Diana, dea della castità che, a bordo del carro, fa ritorno da una battuta di caccia: chiara trasposizione della figura della badessa Giovanna.
Alla base degli spicchi sono dipinte delle lunette con personaggi antichi e mitologici.
Lo schema iconografico è complesso e lascia spazio a molteplici interpretazioni.

È possibile visitare la camera di san Paolo dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 14.00.
Ingresso 2,00 euro, ridotto 1,00 euro.