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Nella rassegna
Teatro Due - Stagione Teatrale 2011/2012
Enti organizzatori
Fondazione Teatro Due
Informazioni
Teatro Due - Sala Bignardi

0521 208088
www.teatrodue.org
Dove
Teatro Due Vle Basetti F. E G.l. 12 C PARMA
quando
ore 21.00

L’ISTRUTTORIA
di Peter Weiss

traduzione Giorgio Zampa

con Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Pino L’Abbadessa, Milena Metitieri, Tania Rocchetta

musiche Alessandro Nidi
esecuzione dal vivo Davide Carmarino
costumi Nica Magnani
luci Claudio Coloretti

regia Gigi Dall’Aglio

produzione Fondazione Teatro Due

L’istruttoria è un appuntamento rituale con la memoria che Fondazione Teatro Due ripropone ogni anno dal 1984; un invito a non dimenticare il dramma dei campi di sterminio. Un giudice, un difensore, un procuratore, diciotto accusati e nove testimoni anonimi sono i personaggi di quest’opera in undici canti che, come un Inferno laico e contemporaneo, trascende la rappresentazione del processo e acquista la liricità di una tragedia greca.
Una sorta di viaggio agli inferi, non solo nel tempo ma anche nello spazio, e in cui i personaggi, bloccati tra forma e vita, tentano con l’azione di dipingere “l’istante eterno” della storia e del ricordo.
Atto di denuncia contro i criminali nazisti, L’istruttoria venne scritto da Peter Weiss dopo aver assistito allo storico processo che si svolse a Francoforte dal 1963 al 1965 contro un gruppo di SS e di funzionari del lager di Auschwitz. Le 183 giornate del processo in cui vennero ascoltati 409 testimoni, 248 dei quali scelti tra i 1500 sopravvissuti, rappresentarono il primo tentativo da parte della Repubblica Federale Tedesca di far fronte alla questione delle responsabilità individuali, dirette, imputabili ad esecutori di ogni grado attivi nei recinti del lager di Auschwitz.
 
Quest’opera shockante e ammutolente sull’Olocausto, proprio in un’epoca come l’attuale, in cui s’è arrivati a discutere su una ridefinizione di quella barbarie, assume un’importanza simbolica di memoria, di monito e di attestazione irrefutabile della più alta ingiustizia umana del ‘900 e per spettatori vecchi e nuovi è assolutamente da non perdere.
Rodolfo di Giammarco, “La Repubblica”