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Dal 7 Feb 2012Al 13 Feb 2012

Nella rassegna
Teatro Due - Stagione Teatrale 2011/2012
Enti organizzatori
Fondazione Teatro Due
Informazioni
Teatro Due - Piccola Sala

0521 208088
www.teatrodue.org
Dove
Teatro Due Vle Basetti F. E G.l. 12 C PARMA
quando
29 gennaio, ore 16.30
dal 31 gennaio al 4 febbraio, ore 21.00
5 febbraio, ore 16.00
dal 7 all'11 febbraio, ore 21.00
12 febbraio, ore 16.00
13 febbraio e dal 15 al 18 febbraio, ore 21.00
19 febbraio, ore 16.00
dal 21 al 25 febbraio, ore 21.00
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L’AMANTE
di Harold Pinter

con Mascia Musy e Graziano Piazza
scene e costumi Fabiana Di Marco
regia Massimiliano Farau

produzione Fondazione Teatro Due

L’amante costituisce insieme a Vecchi tempi e Tradimenti (1971) una trilogia sulle menzogne dell’amore. Disseminato di colpi di scena e rovesciamenti di senso, l’atto unico si dipana attraverso i rituali borghesi di Sarah e Richard, tra gelosia e seduzione, bugie e verità, noia e piacere. Mandato in onda per la prima volta il 28 marzo 1963 dalla Associated-Rediffusion Television a Londra, L’amante ha debuttato in teatro, con la regia dello stesso Pinter, all’Ars Theatre il 18 settembre del 1963.
 
L'amante è il più elegante “studio” che Pinter abbia dedicato alla psicologia della vita coniugale e al tempo stesso una vertiginosa sciarada sulla natura ambigua ed elusiva della realtà. Che cosa fa sì che Richard accetti così di buon grado, almeno in apparenza, il rapporto adulterino di sua moglie? Qual è il segreto che si cela dietro il complesso e regolatissimo rituale amoroso fra Sarah e il suo amante? E perché Richard, in superficie così accondiscendente, non riesce tuttavia a trattenersi dal mettere in atto una sottile quanto velenosa strategia verbale di dissacrazione dell’idillio erotico fra sua moglie e l’amante? E soprattutto: chi è “l’amante”?
Abbagliandoci con la scintillante brillantezza dei dialoghi, degni della più sofisticata “high comedy” alla Noël Coward, Pinter ci conduce attraverso il labirinto di un raffinatissimo e pericoloso gioco di ruolo, facendoci intravedere l’abisso della perdita di sé che ogni rapporto amoroso comporta come rischio. Fino a farci approdare, nell’inatteso finale, ad una ritrovata armonia in cui si celebra, come ha scritto Michael Billington, il “trionfo della sanezza femminile sul senso di colpa maschile”.
Massimiliano Farau