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Nella rassegna
Traiettorie 20
Enti organizzatori
Comune di Parma, Istituzione Casa della Musica, Fondazione Prometeo, Regione Emilia Romagna, Festival Verdi, Università degli Studi di Parma, Lenz Rifrazioni
Informazioni
Tel: 0521- 031170 Casa della Musica
Tel: 0521-039399 Teatro Regio di Parma
Tel: 0521-708899/0521-031128 Fondazione Prometeo
www.fondazioneprometeo.org
www.traiettorie.it
Dove
Casa della Musica. Palazzo Cusani Ple S.francesco 1 PARMA
quando
Ore: 20.30
Sponsor
Fondazione Monte Parma  Chiesi Farmaceutici s.p.a.  Symbolic  Rai Radio 3   Ristorante "Il Trovatore" di Parma   Tipocrom   Astoria Residence Hotel 

SILLAGE-carre(foto Didier Olivré)

DIALOGUES_SUR_UN_FIL(foto ALAIN_MONOT)

30 settembre 2010, ore 20.30 Casa della Musica Ensemble Sillages


Philippe Manoury (1952)
Michigan Trio (1992)
per clarinetto, pianoforte e violino, 14'

Jean-Luc Hervé (1960)
Intérieur rouge (1993)
per flauto, clarinetto, pianoforte, violino e violoncello, 9'

José Manuel López López (1956)
Trío III (2008)
per pianoforte, violino e violoncello, 14'

Allain Gaussin (1943)
Ogive (1977)
versione per flauto e pianoforte (1987), 13'   ** Prima esecuzione italiana 

Tristan Murail (1947)
Treize couleurs du soleil couchant (1978)
per flauto, clarinetto, pianoforte, violino e violoncello, 13'

Tutta la curiosità per la metamorfosi dei suoni, tutta la convinzione che le cose siano in continua mutazione, e quindi tutta la necessità di vivere, ascoltare, farsi assorbire dalla musica piuttosto che teorizzarla: ecco l’eredità lasciata dagli ultimi trent’anni di musica francese. L’Ensemble Sillages, nato all’inizio degli anni Novanta quando molte di queste conquiste erano già state compiute, è oggi uno dei più entusiasti divulgatori di questo repertorio, associato soprattutto ad alcune etichette, a cominciare da quella degli “spettrali” francesi, cioè dei compositori-analizzatori dello spettro sonoro.

Ma alla ventesima edizione di Traiettorie l’Ensemble Sillages porta un programma che allinea ad alcuni mostri sacri di quelle esperienze, Tristan Murail e Philippe Manoury, anche due compositori che hanno scelto strade musicali differenti come Jean-Luc Hervé e Allain Gaussin, e uno spagnolo di formazione francese, José Manuel López López, che ha affiancato all’analisi del suono la volontà di ricomporlo attraverso leggi di organizzazione percettiva, una sorta di “ricomprensibilità” musicale: Trío III, scritto nel 2008, ne è una prova lampante. Le esperienze di ascolto che si attraversano in questo concerto sono quindi molto differenti fra loro pur essendo basate su esigenze e procedimenti comuni. C’è un caposaldo della musica spettrale come Treize couleurs du soleil couchant (1978), quintetto formato da note derivate tramite computer dalla somma algebrica di tredici note di partenza, un pezzo che sarebbe piaciuto a Monet per descrivere le sue visioni cangianti della Cattedrale di Rouen in varie ore del giorno. C’è il Michigan Trio di Manoury (1992), una vera e propria liturgia di colori da ascoltare in estremo silenzio e in partecipe intimità con i tre strumentisti. C’è Intérieur rouge, l’opera che nel 1993 ha rivelato il talento di Jean-Luc Hervé, che si dipana attraverso progressivi intrecci ed emersioni di coppie di strumenti fino a costruire un itinerario di caratteri e non solo di effetti sonori. Ma c’è anche Ogive di Allain Gaussin, in prima italiana nella versione per pianoforte e flauto del 1987 (la versione originale è del 1977); Gaussin è il compositore che più di ogni altro si avvicina all’esperienza del suono come pura evocazione ultradimensionale, mondi lontani, spazi interminabili, viaggi nel tempo. Sia nel passato sia nel futuro, ovviamente.