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Nella rassegna
Traiettorie 20
Enti organizzatori
Comune di Parma, Istituzione Casa della Musica, Fondazione Prometeo, Regione Emilia Romagna, Festival Verdi, Università degli Studi di Parma, Lenz Rifrazioni
Informazioni
Tel: 0521- 031170 Casa della Musica
Tel: 0521-039399 Teatro Regio di Parma
Tel: 0521-708899/0521-031128 Fondazione Prometeo
www.fondazioneprometeo.org
www.traiettorie.it
Dove
Teatro Lenz Rifrazioni Via Pasubio 3 E PARMA
quando
Ore: 21.00
Sponsor
Fondazione Monte Parma  Chiesi Farmaceutici s.p.a.  Symbolic  Rai Radio 3   Ristorante "Il Trovatore" di Parma   Tipocrom   Astoria Residence Hotel 

Marco Angius

Ensemble Prometeo

29 e 30 ottobre 2010, ore 21.00 Lenz Teatro DIE SCHACHTEL (LA SCATOLA) in coproduzione con il Festival Natura Dèi Teatri / Lenz Rifrazioni


Marco Angius, direttore

Rielaborazione drammaturgico-visiva: Francesco Pititto e Maria Federica Maestri
Supervisione strumentale: Salvatore Sciarrino
Progetto a cura di Martino Traversa

Franco Evangelisti (1926-1980)
Die Schachtel (1962-1963)
azione musicale in 8 strutture per mimi, nastro magnetico ed ensemble

È la prima opera di teatro e musica consapevolmente multimediale; è stata pensata nel 1962, quando si immaginava che il Duemila sarebbe stato molto più tecnologico di quello che si è rivelato. E quando l’arte era ancora un posto nel quale si faceva muovere il cervello, non solo merce.
Non c’è una storia in questo spettacolo, non ci sono narrazioni, ma solo immagini, parole e musica. C’è, potente, la volontà di creare una situazione complessa, chiusa e totalizzante che coinvolga il pubblico facendolo sentire parte di un sistema nel quale anche la casualità è irretita entro canali determinati.

Per la prima volta Traiettorie affronta dunque il palcoscenico teatrale scegliendo uno dei testi più rappresentativi e singolari del secondo Novecento e riproponendolo in co-produzione con il Festival Natura Dèi Teatri / Lenz Rifrazioni e in collaborazione con l’Ensemble Prometeo e Salvatore Sciarrino, sotto la supervisione del direttore artistico della rassegna, Martino Traversa.

In scena un telaio, luci, musica, suoni registrati, uno speaker, immagini di vita quotidiana che si spargono per la sala. Nulla di tutto questo è simbolo, semmai stimolo, situazioni chiuse in quella scatola - Die Schachtel appunto – che non è solo quella dello spettacolo.
Per questo Franco Evangelisti non chiese a uno scrittore di elaborarne la parte verbale, ma a un pittore, Franco Nonnis, perché convinto che il teatro in musica, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si potesse fare solo come fusione fra visività e sonorità, non certo raccontando. Lo speaker quindi enuncia frammenti, stralci di discorsi. Non canta e non recita, crea situazioni: nelle otto sezioni dell’opera si focalizzano circostanze concettuali che riempiono la scatola, che diventa essa stessa il proprio contenuto.

Per esempio, si vedono immagini di un cavallo che corre, la voce sussurra alcune frasi incongrue: è una dissociazione linguistica, e immediatamente la scena se ne satura. I suoni sono dati nelle varie sezioni a blocchi, in forme avanguardistiche – Evangelisti era un profeta della tecnologia –, come silenzio, o in moduli tradizionali, o in formule casuali ma controllate.

Le esperienze sonore si scontrano e si contraddicono, eppure si ricompongono se le si pensa all’interno della grande scatola dello spettacolo teatrale, dove ci sono tutti, pubblico e fatti che accadono: una risata amara sulla condizione umana.
Riproporre oggi questo spettacolo pressoché dimenticato significa anche confrontarci con quello che eravamo e come siamo diventati.