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Nella rassegna
Traiettorie 20
Enti organizzatori
Comune di Parma, Istituzione Casa della Musica, Fondazione Prometeo, Regione Emilia Romagna, Festival Verdi, Università degli Studi di Parma, Lenz Rifrazioni
Informazioni
Tel: 0521- 031170 Casa della Musica
Tel: 0521-039399 Teatro Regio di Parma
Tel: 0521-708899/0521-031128 Fondazione Prometeo
www.fondazioneprometeo.org
www.traiettorie.it
Dove
Casa della Musica. Palazzo Cusani Ple S.francesco 1 PARMA
quando
Ore: 20.30
Sponsor
Fondazione Monte Parma  Chiesi Farmaceutici s.p.a.  Symbolic  Rai Radio 3   Ristorante "Il Trovatore" di Parma   Tipocrom   Astoria Residence Hotel 

Ciro_Longobardi_foto di Michela Veicsteinas

Ciro_Longobardi_foto di Michela Veicsteinas

13 novembre 2010, ore 20.30 Casa della Musica Ciro Longobardi pianoforte

Claude Debussy (1862-1918)
6 Préludes (dal Libro I, 1909-1910), 20’
- IV « Le sons et les parfums tournent dans l’air du soir » (Baudelaire)
- II Voiles
- III Le vent dans la plaine
- IX La sérénade interrompue
- VI Des pas sur la neige
- VII Ce qu’a vu le vent d’ouest

Aleksandr Skrjabin (1872-1915)
5 Préludes op. 74 (1914), 6'
- Douloureux, déchirant
- Très lent, contemplatif
- Allegro drammatico
- Lent, vague, indécis
- Fier, belliqueux

Vers la flamme op. 72 (1914), 6’

Salvatore Sciarrino (1947)
Quattro notturni (1998), 23'
- Vivo volando
- Non troppo lento
- Non troppo lento
- Leggero vivo

Maurice Ravel (1875-1937)
Gaspard de la nuit (1908), 23’
- Ondine
- Le gibet
- Scarbo

“Mi consolerò suonando i Préludes di Debussy, che sono meravigliosi capolavori. Li conoscete?” Meravigliosi, diceva Ravel scrivendo a un amico, e pensava a quei silenzi di Debussy così intensi da fermare il tempo, o alle trasparenze della sua musica, a quella sua capacità come di appoggiare i suoni sull’acqua. O forse al suo gusto sempre così saldo, sempre così raffinato, sempre così sobrio: mentre lui, Ravel, amava ogni tanto entrare e uscire dal tabarin, annusare la musica popolare, irrorarsi di colori per scrollarseli poi di dosso in mille goccioline.

Anche Ciro Longobardi è un pianista di gusto squisito e intelligenza esatta: il suono che esce quando lui sta seduto al pianoforte è limpido, mai banale, spontaneo, l’interpretazione profonda come di chi, curioso, non esita a spaziare da Beethoven a Berio, da Schumann a Ives, da Prokof’ev a Stockhausen. Ormai presenza fissa a Traiettorie, da solo o in ensemble, non sarebbe potuto certo mancare al ventennale della rassegna, e in questa occasione invita a una passeggiata nella notte, con quattro autori fra quelli a lui più cari, quattro autori che camminano vicinissimi nella notte. Vicinissimi ma ognuno con passo diverso.

Debussy ha il passo di chi vuole portare la musica ad assomigliare il più possibile alla vita. Un profumo inafferrabile sul fare di una sera d’estate, il suono interrotto di una serenata lontana, qualcuno che cammina stopposo sulla neve morbida. Quanto lo ammira Ravel, e quanto ne è lontano, in fondo: il suo passo veloce e ansioso di bruciare le esperienze non ha l’aristocratica lontananza di quello di Debussy; più che posare suoni sull’acqua, li fa danzare nell’aria, luccicare nel bosco, tintinnare fra le foglie. Skrjabin procede come chi dice cose che hanno significati profondi e nascosti che capisce solo lui: e intanto parla, discute, sull’arte, sulla vita, sul bene, sul male, sulla follia. Dice cose che sembrano ammonire, la notte si illumina di fuochi bianchi, qualcosa di importante sta per succedere.

Poi tutto si spegne nel silenzio, tutto sembra tornare da dove è venuto. Salvatore Sciarrino ha compreso che di tutto questo l’unica cosa importante è seguire non il luogo ma quel momento infinito in cui i suoni scompaiono o appaiono: il tormento del corpo che sente.
Ciro Longobardi ha scelto la brevità dei preludi di Debussy e di Skrjabin, del popolare Gaspard de la nuit di Ravel, dei Quattro notturni di Sciarrino, dell’esoterico Vers la flamme ancora di Skrjabin. Sono gioielli mirabili e aspri, di una bellezza enigmatica, di una purezza consolatoria.