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Nella rassegna
Traiettorie 20
Enti organizzatori
Comune di Parma, Istituzione Casa della Musica, Fondazione Prometeo, Regione Emilia Romagna, Festival Verdi, Università degli Studi di Parma, Lenz Rifrazioni
Informazioni
Tel: 0521- 031170 Casa della Musica
Tel: 0521-039399 Teatro Regio di Parma
Tel: 0521-708899/0521-031128 Fondazione Prometeo
www.fondazioneprometeo.org
www.traiettorie.it
Dove
Auditorium Paganini Via Toscana 5 A PARMA
quando
Ore: 20.30
Sponsor
Fondazione Monte Parma  Chiesi Farmaceutici s.p.a.  Symbolic  Rai Radio 3   Ristorante "Il Trovatore" di Parma   Tipocrom   Astoria Residence Hotel 

Arditti Quartet (foto Lukas Beck)

3 ottobre 2010, ore 20.30 Auditorium Paganini Arditti Quartet

Mario Garuti (1957)
Cielo perso / anima tersa (2009), 10'

György Kurtág (1926)
Officium breve in memoriam Andreae Szervánszky op. 28 (1988-1989), 12'

Javier Torres Maldonado (1968)
Cuarteto de cuerdas n. 1 (2009), 19'  ** Prima esecuzione italiana

György Ligeti (1923-2006)
String Quartet No. 2 (1968), 21'
- Allegro nervoso
- Sostenuto, molto calmo
- Come un meccanismo di precisione
- Presto furioso – Brutale – Tumultuoso
- Allegro con delicatezza

Iannis Xenakis (1922-2001)
Tetras (1983), 13'

Con questo concerto Traiettorie 2010 inaugura la prima delle sue cinque serate inserite nel cartellone del Festival Verdi, una collaborazione che continua proficuamente da alcuni anni in omaggio allo spirito progressista della musica verdiana e, a dispetto di qualsiasi apparenza, al profondo radicamento della musica contemporanea nella storia. Ma è anche un concerto particolare perché accoglie il ritorno dell’Arditti Quartet, ensemble di fenomenale precisione tecnica e profondità interpretativa, e perché propone la prima italiana di un pezzo freschissimo, visto che il Cuarteto di Javier Torres Maldonado ha debuttato a Innsbruck nel settembre 2009. Sarebbe inutile aggiungere aggettivi per questo ensemble, che è senza esagerazione un quartetto ormai leggendario, il più autorevole in assoluto nel repertorio contemporaneo nonché fra i più affettuosi amici della rassegna fin dai suoi esordi. Il programma scelto per questa serata raduna alcuni dei punti fermi della sua storia interpretativa, tutti all’insegna della ricerca di un equilibrio.

A cominciare dal Quartetto n. 2 di Ligeti, per stessa ammissione dell’autore un omaggio a Béla Bartók, che quindi si inserisce perfettamente nel quadro di una serata che dialoga con il passato come questa prima di Traiettorie 2010 al Festival Verdi. Ma in questo quartetto del 1968 a dialogare con il passato non sono i suoni, aspri e ronzanti “alla Bartók", bensì l’atmosfera, le domande senza risposte, qualcosa di intuitivo che si espande alla ricerca di un passato che ci sfugge.

A questo quartetto si aggiungono due pezzi degli anni Ottanta ormai acquisiti al repertorio come Officium breve di Kurtág e Tetras di Xenakis: il primo, a differenza di Ligeti, dialoga in maniera poliglotta con il passato, rappresentato da citazioni di Anton Webern e Andreae Szervánszky; il secondo, composto per l’Arditti Quartet, è una gazzarra di glissandi, tremoli, percussioni, pizzicati che richiede una fatica atletica e unità assoluta di intenti, in un equilibrio precario fra controllo e casualità.

E poi ci sono due pezzi del 2009: Cielo perso / anima tersa di Mario Garuti, anche questo dedicato agli Arditti, si ispira a un sonetto di Shakespeare per contrapporre la fragilità del tempo che distrugge all’ambizione dell’arte all’eterno, cercando questa volta l’equilibrio fra pensiero e provvisorietà dei suoni. E Maldonado: anche il suo quartetto, commissionato da Irvine Arditti, si riallaccia proprio al  Quartetto n. 2 di Ligeti nella ricerca di un equilibrio, quello fra la natura che si espande e l’intelletto che cerca di darle una forma.